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Introspezione 14 febbraio 2013 · lettura 1 min · 2982 letture

Morte serena

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Giungerà e, al suo cospetto mi presento. Nella serena calma non muoiono i sentimenti che entrano nella sostanza dell’amore tratto dalla terra e, dal cielo. Nell’eterno vaga il pensiero con le fragranze profumate di fiori mai colti. Testimoni di passati sublimi. Vorrei riposare nei boschi dove carezzevoli sospiri privi di affanni giungeranno distinti posandosi lievi e fluttuanti su tutti gli animi vaganti.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (10)

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Rosita Bottigliero14 febbraio 2013

Un riflettere consapevole su qualcosa che potrebbe finire... versi dolci, reali e pieni di verità...

carla composto14 febbraio 2013

un'altra dimensione piena di effluvi odorosi ...una nuova vita che non conosce affanni... intensa e bella...

Francesco Scolaro14 febbraio 2013

Quando si è consapevoli di aver percorso il "tratto" a testa alta ed in armonia col creato poi tutto diventa sereno ed una dolcissima calma invade l'anima che può trasmigrare oltre il limite senza alcun timore... Bellissima!!

Melina Licata14 febbraio 2013

Un'introspezione intensa... Una vita al di là della sofferenza dove carezzevoli sospiri privi di affanni giungono distinti... versi molto profondi e veri che danno un senso di serenità...

M
Mariasilvia15 febbraio 2013

Una fragranza di fiori mai colti... per essere testimoni. Parole che nella serenità non conoscono affanno. L'intensità del pensiero è grande. Istanti che si congiungono con un 'altra vita. Molto apprezzata! Complimenti!

francesca maria soriani15 febbraio 2013

Solo un animo sereno e i pace con se stesso, come intuisco essere quello dell'Autore, concepisce il fine di questa vita come il passaggio, senza soluzione di continuità, nella vita vera, eterna, libera dalle catene in cui ci ha tratti il peccato originale e da cui ci ha Cristo ci ha riscattaticol sacrificio estremo della propria vita. splendidi versi che cancellano o almeno sublimano l'angoscia che ogni vivente ha della morte

emmalisa lucchini16 febbraio 2013

Incantevoli lirica che si apre alla speranza, anche se la sofferenza ha segnato la vita... ma la consapevolezza di aver percorso a testa alta la vita arricchisce l'anima con la serenità. Grande sensibilità in questi versi.

Sara Acireale16 febbraio 2013

Il Poeta è consapevole della caducità della vita e concepisce un'altra dimensione dove non ci saranno più dolori e affanni e ci sarà la pace tanto agognata... Una riflessione profonda e sincera che apprezzo e condivido...

Daniela Dessì18 febbraio 2013

Riflessione introspettiva da cui si evince piena e consapevole fiducia riposta totalmente nell'amore divino che solo può dare un senso e completamento alla nostra vita terrena, nella fede che può riscattarci dalla sofferenza, dai limiti costituiti dalla nostra finitezza e ineluttabilità del male...

nemesiel19 febbraio 2013

I versi dipingono un mondo che per alcuni è speranza, per altri desiderio e per l'autore certezza. Tutti vorremmo poter essere consolati da una fine così, da augurare ad ogni uomo. Dalla composizione si evince la forza della fede che pervade il poeta.