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Satira 15 febbraio 2013 · lettura 1 min · 3329 letture

Un sonetto per non piangere

Alberto De Matteis 945 poesie pubblicate
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Forse perché dello stringer la cinghia a nessuno poco o nulla importava or belva feroce gola t'avvinghia e tu sputi sangue insieme alla bava. Quando una volta eran piene tue tasche felice partivi sui monti e al mare or che le stesse son piene di frasche tuoi giorni grondan di lacrime amare. Ed or che tanta tristezza t'assale fa' che tua speme non venga mai meno anche se il tuo cielo è sempre più nero. Giorni sereni per tutti verranno son le promesse dell'oggi gridate ma occorre aspettare forse qualch'anno.
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La crisi che oggi s'attraversa affonda le sue radici negli anni da tempo trascorsi.

L'autore
Alberto De Matteis

Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin

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Commenti (11)

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Sara Acireale15 febbraio 2013

Non è certo spuntata da sola la crisi ma dopo anni di malgoverno, di scialacquamento, di bugie a non finire... Adesso si tira la cinghia, per quanto ancora?...E intanto c'è ancora chi promette miracoli e continua dire bugie... Bisogna stare attenti... Satira ben costruita e apprezzata...

carla composto15 febbraio 2013

purtroppo molto reale questa bella lirica ...ma la speranza non deve mai mancare ...bisogna reagire e pensare che i tempi prima o poi probabile poi ritorneranno...

Antonella Avolio15 febbraio 2013

Un tema attuale trattato con ottimismo, Riflette la chiusa, speriamo che sia così.

Donato Leo15 febbraio 2013

Versi che rispecchiano l'attuale momento di difficoltà economica.

Rosita Bottigliero15 febbraio 2013

Dal primo verso sembra la poesia di Foscolo, e ne rispecchia il grande pessimismo... sonetto eccezionale e ben strutturato...

Ela Gentile15 febbraio 2013

Molto incisiva, un po' di satira e tanta verità. Salva la speranza... molto lontana. Bella e apprezzata. Complimenti!...

francesca maria soriani15 febbraio 2013

Purtoppo c'è stata sempre chi ha stretto la cinghia -e tanto! - nell'indifferenza dei più, molti dei quali fanno oggi la stessa esperienza! sono addolorata al pensiero delle persone veramente indigenti più che di quelle di quelle che non si possono permettere i lussi di ieri . La forbice si è ristretta, i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre piùpoveri, classe media- che rispecchia il giusto sobrio tenore di vita- sempre più sparuta! bella poesia per un tema sociale rilevante

C
Colomba15 febbraio 2013

un sonetto ricco di metafore riguardando la crisi sociale che attanaglia la speranza di vivere come prima, con i risparmi si andava al mare, in montagna, ora volano solo i ricordi di un tempo passato con l'amarezza in gola, condivido, apprezzata!

g
giovanni bagnariol16 febbraio 2013

Versi dai toni forti, senza mezzi termini, declamano una gran verità: la condizione sociale assai precaria e iniqua d'oggi affonda le sue radici nel passato! Guardiamo allora avanti cercando di non riptere gli stessi errori.

Emanuele Martina16 febbraio 2013

satira ma non troppo, denuncia delle difficili situazioni della nostra società, strozzata dalla mancanza di lavoro, dalle tasse in aumento e da un caro vita assurdo, è dura andare avanti, ma i politici scherzano e parlano...

Berta Biagini20 febbraio 2013

Nel leggere, mi sono passate davanti agli occhi immagini d’un tempo, quando allegramente si partiva per le vacanze, magari prendendo il treno “per la coda” talmente era il desiderio di non perdere neanche un minuto di svago – una montagna di valige sul porta- bagagli facevano bella mostra di sé, sembrava persino che sorridessero.