Tut il Faraone bambino
Nella valle dei Re dove l’occaso del sol si nasce
la rotta roccia scolpita colorata non pace né quiete
eterna, qual quel dì lontan la pietas sì volle, dona
alla piccola mummia un dì corpo del Faraon bambino
che trasparente teca tiene ed alla vista ai violator
del suo infinito sonno oggi me compreso s’offre.
E mentre scorre con lento passo la lenta teoria
del guardian la man lesta al venal tributo s’offre:
suo quel furtivo raggio di torcia su occhiaie vuote
a risvegliar dal buio e a occhi impietosi offrire
e a Tut un dì potente oggi povere ossa rendere
continua e ripetuta nel tempo offesa. Giusto mi chiedo
turbar sì dei morti turbar il sonno nel nome della storia?
Mi sovvien l’urna dei forti in Santa Croce... lì più rispetto regna!
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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