Non son capace

Commenti (6)
Forse nessuno può sapere se è o meno un vero poeta. Diciamo, manzonianamente, che saranno i posteri a dare l'ardua sentenza. Non è necessario avere un titolo di studio (anche Montale era contrario ai "poeti laureati") , ma penso che un minimo di controllo linguistico (che del resto riscontro in questa poesia) ci voglia, e che sia facilmente alla portata di tutti.
Queste sono le classiche poesie di coloro che si compiacciono in se stessi. Dicono di non essere colti con grande umiltà, al contrario degli "acculturati", ma con altrettanta superbia affermano sottilmente che tutti hanno diritto di scrivere poesia. Come quel tale che diceva che a correre le olimpidi dei cento metri possono aspirarvi tutti, anche chi ha le gambe malferne. Assolutamente no, un malfermo in grammatica, sintassi e consecutio temporum non può scrivere poesie. Se però le vuole scrivere, ha tutto il diritto di mettersi a tavolino e studiare attentamente, e fino a che non l'abbia imparato bene, il compendio di grammatica italiana. Poi poeti pure a piacere. Anche se questa poesia è un po' presuntuosetta, tuttavia è di buona fattura.
Il prof. John Keating de L’Attimo Fuggente spiegava che “Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana. E la razza umana è piena di passione“. Forse sgrammaticata ... ma piena di passione, di vita magari poesia priva di paroloni o, con errori lapalissiani (non in questo caso) comunque sia, sempre un qualcosa che nasce dall'anima, da un sentimento un dolore ... La grammatica l'ha inventata l'uomo, non l'anima... Poesia che trasmette un disagio e non presunzione... Piaciuta
le teorie sono molteplici in questione dell'essere o del sentirsi poeta, non so nulla del vantarsi di esserlo e di volerlo a tutti i costi osteggiare, solo una cosa so per certo, poeta è colui che sente ed è capace di far sentire, nulla a che vedere con intellettualismi e intelligenze altolocate... poeta è colui che crea come una qualunque arte, quello che spesso manca è la modestia e la capacità di autocritica... cmq... mi è piaciuta tantissimo!!!
Non condivido molto il commento di Crocetti, La metrica, la rima, i termini aulici e profonda cultura a parer mio fanno parte di un concetto molto classico, e vorrei dire forse superato delle liriche poetiche. condivido invece che occorra avere una seppur minima conoscenza della grammatica e sintassi, ma non si può confondere la carenza di cultura con l'occasionalità di qualche errore di scrittura spesso dovuto più alla fretta ed al trasporto. E' invece opportuno rileggere ciò che si è scritto ed eventualmente procedere alle debite correzioni. Secondo me essenziale per un buon testo poetico è la capacità di trasmettere emozioni e sensazioni possibilmente con musicalità ed intensità. Condivido la rabbia espressa dall'autrice.
secondo me, poetare non vuol dire essere istruito, conoscere la lingua italiana, e soprattuto dire: io sono poeta, sono gli altri che devono dirlo, poeta è chi arriva al cuore e alle lacrime di chi legge, senza parole complesse, articolate, ma con la semplicità dell'anima





