762 lettori online · 361.863 poesie · 7.574 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Morte
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Bruno Leopardi
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Morte 16 febbraio 2013 · lettura 3 min · 2769 letture

Spegnersi, come candela evanescente

Bruno Leopardi 769 poesie pubblicate
+ Segui
Occhi quasi chiusi come fiamma di candela al moccolo: eterea ma evanescente, poca cosa volto di petalo d'un'appassita rosa... Oggi t'ho visto ancora ombra di te, uomo, che vaga in uno spazio indefinito, uomo, di cui resta davvero molto poco: ossa abusate, massa meccanica ormai vecchia e arrugginita... mi guardi, ed i tuoi occhi quasi a dirmi: "mia maledetta vita"... Io, ho dentro me un dolore immane che poi confesso solo a Dio ed al mio cane, quando son solo io... Vorrei strapparti dallo stomaco tutta la sofferenza ricaricarti un po' le "pile" e riportare al nastro di partenza la vita tua, tra le prime file... Ma non si può, non si può amico mio che oggi non proferivi una parola, a stento quel mezzo sorriso caduto sul tuo sofferto viso, forse per errore quasi a sedare, una smorfia di dolore... Di un'esistenza dura che non conosce mai giusta misura e la pietà, è di un altro mondo che questo, da questo lato è sordo... Occhi scavati, e sclera gialla pelle marrone e secca, pancia a forma di palla, aspetti come liberazione che la tua ora scocca, come chi aspetta un atto d'Amore che per l'eterno chiuda la tua bocca e fermi per sempre il cuore tuo, che sei foglia che attende il vento strapparla via, per chiudere l'irragionevole partita con queste tue stille d'agonia che assurdamente, in tanti chiaman vita... Sai, Amico conosciuto da poco più di un lustro, dentro me, non può esser un "così sia" e ancora adesso, questo io proprio non l'incastro, tra il vivere ordinario e una paginetta del diario a cui noi raccontiamo, della vita un po' di storia, nell'illogico tentare, di tener viva la flebile memoria. Perciò vomito forte e sto male e penso che se potessi farlo, affogherei il dolore mio tra tanto fumare e tanto bere ma ci potrei morire, e allora, restano dentro me, questo mio tarlo e il mio dolore... e mentre singhiozzo e son qui solo, ti chiamo e prego, che il vento della pietà arrivi da te, foglia della vita, a staccarti da quel ramo come arbitro che decreta la fine, della tua partita...
♥ 0 💬 6
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Ad un mio caro amico. Lo vedi consumarsi un po' ogni giorno e non puoi fare altro che pensare a quando finirà la sua sofferenza. Poi, ti ritrovi li da solo tu, con il tuo Dio ed il tuo cane, a cercar di consolare un poco il tuo dolore immenso. E pensi anche alla tua vita a come la conduci e al suo valer la pena... Francesco Guccini con la sua "Lettera" ha fatto il resto, dentro di me.

L'autore
Bruno Leopardi
Tutte le opere →

Commenti (6)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi18 aprile 2014

Unaa poesia che si frgia di una lirica accesa da sapiente e genuino sentimento. L'atore affronta il momento del dolore e della solitudine con acume.

Sentirsi inutili davanti al dolore della perdita, davanti alla fine che trova sempre impreparati, perché è impossibile accettare senza ribellione ciò che ti viene tolto per sempre... Solo il ricordo può consolare e la compagnia di un altro vero, grande amico che sta accucciato vicino...

Claudia Magnasco18 aprile 2014

Una poesia pregna d'amore e impotenza... versi che uniscono il poeta all'amico morente in un abbraccio strettissimo. Bellissima poesia

Duilio Martino18 aprile 2014

Difficile accettare l'Idea della morte... soprattutto quando questa consuma lentamente e serve all'Uomo il calice amaro dell'Impotenza. La morte fa parte del percorso di vita... Facile a dirsi ma difficile da recepire. Conosco certe sensazioni che Il Poeta, l'Uomo, così bene esprime in versi che lasciano assaporare tutta l'asprezza della Fine. Gran bella Poesia che lascia trasparire una grande sensibilità che a pochi appartiene!

stelsamo18 aprile 2014

"... la morte può all'improvviso colpire e sana, giovane vita spezzare, mentre da corpo martoriato e dolorante, come bramata, riluttante signora, si fa lungamente attendere e desiderare ...". Quando una sofferenza così grande capita a persone a noi care, spesso non riusciamo a capire il senso della vita. Eppure, nonostante tutto, dobbiamo andare avanti!

rita iacobone18 aprile 2015

Quanto vero dolore in questo sfogo poetico. Quando si incontra la Morte che con una lentezza maligna si specchia in un giorno che per chi è morente non dà più calore, non dà più energia, comprendiamo veramente quanto il condividere l'esistenza con un essere umano sia l'ossatura che rende forte ogni nostra azione donandoci felicità.