Riflessi d'anima
Alboraletti Enrica
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Specchiato
immobile in placide acque
solingo
il masso mi attende
In quiete d'acerbo tramonto
sorreggo
consolo l'appassito silenzio
Attendo l'eco del parlar profondo
perso
nel si pur lieve sciacquio dell'onde
Lentamente
d'arancio si tinge lo squarcio turchese del cielo
mesce artigli di blu profondo
a fili di gialla calda luce
Rosa e salmone danzano melodie giunte d'amato tempo
lontano
Sol una nota vibra stonata
Si sussegue
Si rincorre
In incedere assai lento
greve
un ombra di viandante giunge
Vigile non perso
prosegue al richiamo di seducente magica notte annunciata
Viaggia sfiorando il cammino
Sol
al filo di splendido orizzonte sparisce
Inghiottito
annega li ove muore il mio sole
©
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
Commenti (1)
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Doraforino17 febbraio 2013
Dal lontano tempo, danzano melodie in questo cammino, mentre sparisce all'orizzonte il sole... Versi molto sentiti!

