Pensieri sul trauma del corpo e della mente
Gianpiero De Tomi
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Quando l'invisibile maglio
che nasce
da un innocuo quotidiano
ti colpisce
con la cruda verità
resti immobile
nella pantomima della sorpresa
e la pelle assume una violacea sfumatura:
il lamento del muscolo
la carne sensibile e ferita
incapace di muoversi.
Solo in quell'istante
comprendi di avere un corpo
gambe e braccia
occhi e bocca
quasi sempre, spalancati di stupore.
Solo in quell'istante
senti il cuore battere
ti percuote il petto
e continua a scandire
la fine e l'inizio d'ogni passo.
E solo in quell'attimo
salire una scala
ti costa dolore e fatica
e qualcosa in te sublima
osservando il contorno livido
eco di una domanda
- com'ero prima di questo? -
Il tuo respiro
riprende la forma precedente
o resta per lungo tempo
un opaco sussurro.
Macchie indelebili
sono ferocemente impresse
inchiostro di tempo sfuggito
che non ammette epurazione.
Anche a quel male strano
le ore ci abituano
come compagni inseparabili
prigionieri nell'icona del limite umano
un'unica folle immagine
a cui confesseresti
con rinnovata energia
attimi disperati
sepolti nel silenzio.
©
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Gianpiero De Tomi
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