Quotidianità
Come foglia spinta dal vento
passo
tra gente piena della sua stessa pelle
che cerca un posto
un trono
alla sua stessa pelle
Gente che cerca e che trova
ciò che le manca
prendendolo a piene mani
colorandolo del colore della pelle
per nasconderlo a fiuti sensibili
E passo come foglia sulle pozze
portando solo granelli di fango
non più di quanti sollevi la brezza
che mi porta
Incompleto vivo
perché mi piace non essere pieno
della mia stessa pelle
Raccolgo granelli di vita
li ammasso nel vuoto che mi resta
e seduto sulla riva di me stesso
ti aspetto come sabbia bagnata
che aspetta le mani di una bimba
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Commenti (1)
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rita damonte22 febbraio 2013
ovviamente senza alcuna offesa, mi permetto di notificare che a mio parere la parola -PELLE- viene ripetuta un po' troppo spesso nella poesia... forse qualche altro sinonimo poteva essere inserito adeguandolo senza rendere ripetitiva l'opera. mi scuso di vero cuore se ho reso noto ciò che di impatto è molto evvidente.
