Memorie del sonno
Silenzio. Un fischiettio insensato sulla terrazza.
Calma. Un'onda si abbatte contro
le pareti di quest'isola- fortezza. Paura.
Pianto. Una culla o un animale?
E scende implacabile la nebbia
e ancora il sangue scorre
e le parole sconnesse
ed io dentro la culla.
Tornerà la brezza del primo istante?
Non v'è certezza di risposta,
ma ancora il sole sorgerà,
ancora l'illusione,
ancora l'oblio nella realtà.
E gemendo la pioggia batterà
i suoli sporchi, i semi morti.
Sbiadite le braccia
di sangue rigate, vorrei.
La bara. Poi: non più io.
Il tempo oscuro del pensiero su di me.
©
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