Notturna Follia
Grazia Longo
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Dolea, lo spirto,
nella molle carne,
beltà divina,
donava, il desio,
a quegli occhi belli.
Lucea la pelle,
a quell’ardor che brucia,
senza causar dolore.
Splendean le stelle
spargendo luce, a fiotti,
tutt’attorno.
E anche la fredda luna,
lucea diafana,
fremendo sull’inquieto mare,
stupita e assente.
D’appresso s’oscurava
lo stanco sole,
sparpagliando avanzi di bagliore.
Follia sorrise,
dall’alto della rupe,
al palpitante cuore,
e poi invase, di colpo,
ogni pensiero,
senza proferir parole.
S’inabissò,
nell’ombra d’un respiro,
della Ragione, il lume.
S’accese di Desiderio
e arse, nella silente notte,
l’umido grido.
E qui, il Piacere, lesto,
rubò le lacrime al dolore,
come il gabbiano che,
con un guizzo,
strappa la preda,
guizzante sulla rete,
al pescatore.
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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g
giovanni bagnariol26 febbraio 2013
Un erotismo raffinato e limpido!! Quanta dolcezza ispira il brivido di una passione quando si intreccia al sentimento e all'anima. Complimenti davvero per questa splendida lirica!!
