Assenza
Luna,
allacci e sciogli
vincoli sconfinati.
Da te mi scosto e mi disloco
verso l’ineffabile,
impenetrabile oscurità.
Lontano giace il mondo
perso in un dirupo,
la sua dimora
è misera e desolata.
Trepidazione sotterranea,
spezza le corde
del mio intimo,
fino a dissetarmi
con sorsi di brina
nel bosco magico
dei miei deliri.
Vedo al di là
gli smunti germogli
di una fragile rosa,
che s’intona con le note
di un canto di ieri.
Ascolto il canto che mi riporta a te.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!