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Impressioni 1 marzo 2013 · lettura 2 min · 2318 letture

Quel che la morte suggerisce

Angela Fragiacomo 657 poesie pubblicate
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I conti - immediatamente come se agli occhielli corrispondano bottoni neri e lucidi Tende con pelli bianche una moltitudine di tende su ogni fronte da dentro poi, si susseguono Quella delle religioni ha piume rosse di pappagallo Al caldo siedono le comari - con i doni Ci sono guardiani per tutto il tempo sulle torri, coprono il perimetro di un cerchio e ci sono mani, mani e mani - più di quante ce ne stiano nelle ceste per i vivi Non te ne accorgi subito il tempo è fermo nella piazza la piazza come un vaso di bohème vuota e cristallina ed è notte Il grande campanile di pietra ha la faccia rivolta non si vede l'orologio Non ci sono gli uccelli sulla croce Il Cristo è più nudo - più solo Non te ne accorgi subito, no stai contando le scarpe nell'armadio cerchi quelle basse, con i piccoli ricami di seta quando torni a guardare - il Cristo è più fermo magro - e fermo Ti chiedi allora se abbia ragione Se abbia sempre avuto ragione Nella piazza, la penombra non parla si stringe ora mentre ripieghi gli orli e le camicie il taccuino aperto - sugli appunti di notte, nella piazza vuota di cristallo trasparente
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al mio mentore, nonché maestro di poesia, dal naso sensibile... allargo un grazie dal cuore... con millimetrica pazienza ho limato il prurito ... e mi defilo anche io

L'autore
Angela Fragiacomo

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce

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Commenti (1)

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Aldo Bilato1 marzo 2013

dal surreale al nitido ci passa poca scansione il comprendere ha ali che veleggiano in unica direzione... solo vorrei sapere, se la percezione di chi scrive, ha la facoltà di trasmettere o solo di cagionar ragione... dico questo perché il testo che m'è assai piaciuto ha certi passaggi che mi fanno prudere il naso... son io certamente che ho delle fisime e convinzioni da poeta ma non mi stancherò mai di asserire che un minimo di millimetrica pazienza nel valutare ci vuole... detto questo a questa poetessa che ammiro, allargo il mio saluto e mi defilo...