Che strano questo tempo
Salvatore Orefice
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Lontani boati
s'avvertono sempre più forte,
nell'aria che inquieta
urla e freme.
Fronde morte
sollevate da terra,
sembrano simili a stanchi pensieri,
che preoccupati fuggono in volo.
Umido, un brivido veloce,
attraversa l'inutile attesa
d'un sole disperso
Lungo la strada
un solitario e timoroso cane randagio
mi cerca, chiedendo del pane,
poi s'allontana.
Che strano questo tempo...
che strano grigio sentore...
S'attende
che cada la pioggia,
s'attende
che ritorni il tepore
d'un timido raggio d'amore
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L'autore
Salvatore Orefice
Sono nato il 16. 02. 1960 a Sessa Aurunca (CE), dove tuttora vivo con la mia famiglia. L’interesse per la poesia è per me quasi un istinto naturale, nel tempo libero dedico qualche ora alla stesura di brevi versi, con la semplicità che da sempre mi contraddistingue.
Commenti (2)
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Rosita Bottigliero2 marzo 2013
Attesa... Di avere un timido raggio di sole... ...versi significativi... delicati e dolcissimi .
M
Mariasilvia2 marzo 2013
Un tempo strano per la natura ben descritta come per l'anima inquieta. Si sente quest'attesa che incombe sul cielo e lascia una traccia... Ben stilata. Apprezzata.

