Prima della pioggia
Caterina Zappia
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Si affievola la sera, dietro le case.
Le nuvole strombazzano fra i tetti
in un gorgo di rigide promesse
fino alla spiaggia desolata.
I lampioni infilano sui muri ricche ombre,
alle strade ritornano voci generose.
Respirano il cielo, i passi veloci
e con i volti profumosi si ritirano.
La quiete attende le scintille dal cielo,
ogni apostrofo dal camino nero
si scioglie morbido fra le nuvole.
All’improvviso il cielo brunito
raccoglie gli ultimi miagolii di febbraio.
Il pastore, dal sacro rito della mungitura
scappa di corsa al pagliaio
e con la voce fredda chiama a se
il suo splendido Ringo.
I guaiti corrono sui tuoni,
sta già sul trono della pioggia, la sera,
e mentre i lampi accerchiano la nottata
nell’acqua s'arrotola anche la quiete.
La pioggia ingrossa sui canneti
e sul riposo di una mamma stanca.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Rita Cerimele2 marzo 2013
Mi ha colpita la terminologia usata: dalle nuvole che strombazzano, ai miagolii di febbraio, i guaiti che corrono sui tuoni, fino ad arrivare come conclusione alla mamma stanca. Mi hai regalato un immagine di quotidianità e immersione nella natura, come solo un artista originale può fare

