Prima della pioggia un sereno notturno
esce dal buio
chiede solo aiuto
veste il silenzio
si purifica di incenso,
anima il nulla,
con il semplice sorriso,
carezza il destino
col carisma del proprio animo
ammirando le stelle
dopo un sole limpido
un cielo candido
un vento mite,
che come un alito saggio
illumina un pensiero brutto
Dio distratto ammira chi ti ama
mondo distruttivo un invito alla calma,
arcobaleno luminoso simbolo di pace e perdono
accontenta chi in preghiera di pace ti chiede condono,
trema il suolo cadono le stelle, mare impetuoso cancella ambizioni,
vulcani sputano rabbie celesti, ma c'è chi prega
chi del male paga,
chi pena i dolori di mali non meritati,
carni in flagello,
chi perde il solo fratello,
solo al mondo medita amore eterno
con un forte dolore allo sterno,
madri che sole non stringono più ormai
il frutto del loro gestito,
Dio vuole e prende senza chiedere
senza limiti lasciando in pena
in pianti, in solitudini, in dolori
pretendendo poi amori...
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L'autore
Almerico
solitario triste odio le falsità vorrei cambiare il mondo renderlo sincero e buono adoro le donne mi piace l'erotismo
Commenti (1)
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Giovanni Chianese12 marzo 2013
S'intravede in questi versi una ricerca affannosa del sereno nella tempesta, quale personificazione spirituale del Dio onnipotente, che fraseggia ira nel correggere la rotta di una barca guidata dalla malvagità nella dantesca bufera. E' un'ode pregnante d’incenso purificatore, che cade su una terra martoriata dai popoli, sempre in continua lotta per una pace difficile da conquistare, perché nel tentativo, il diavolo ci ha messo la coda.

