Deformità
Serena Dandy Tiano
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La solitudine giace
nelle deformità di un corpo
che tanto odio e tanto rifiuto.
Al limite della coscienza di sè
questa donna riflessa allo specchio
non somiglia a colei che dimora
nel ventre dell'anima mia.
Vorrei artigli d'Aquila per
strappar via l'addome.
questa bruttezza che tutti evitano,
che tutti guardan con pena e tenerezza,
deviando dal corpo ai miei occhi
come se gli occhi potessero
sostituire la vista altrui.
Uno sgorbio schifoso e putrido
l'antifemmina per eccellenza.
Macabra e saggia
come solo le vecchie di città
riescono ad apparire,
buona amica e consigliera.
L'amore è un esteta meticoloso
sboccia focoso dal bello,
non dà carezze misere
dà parole lecite
dà tutto il mondo che di me non gode,
ma si accontenta.
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Serena Dandy Tiano
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