955 lettori online · 357.538 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Amore
Amore 5 marzo 2013 · lettura 3 min · 3178 letture

Canto primaverile d'Amore

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
+ Segui
Come se fosse un alito d’un nembo in ciel soffrente, come del vento ‘l murmure che requie più non sente, grida tremando ai nuvoli lo strazio del mio cor. Morta la spene fetida sul roseo prato in fiore, spento ‘l diletto - l’ultimo - d’un sì nefasto Amore, vola ‘l recordo agl’Angeli che spreme sol dolor; e la nascosta primula si nutre allor di pianto... e tra’i singulti stolidi l’arpa m’ispira un canto, qui dove spira un albero che gemme non ha più. Sciolte le nevi fervide sul mesto e freddo cardo, urla pel vento ‘l loculo d’un bianco e spento bardo e della caccia ‘l piffero rammenta ciò che fu. Canta sull’orno in triboli la molle e negra strige mentre al mio core l’ùpupa mi pinge l’aspra effigie della crudele femmina che un giorno mi ferì; e scorgo in queste tenebre l’ombra del suo sorriso, ed i sospir malefici del suo grazioso viso... e mi ricordo ‘l tenero foco che poi svanì. Era del verno un attimo, scese la neve alfine. La vidi al fianco debile, le scorsi ‘l bruno crine; e in sull’avorio simile a un pianoforte urlò... e dall’allegro cembalo lieto sonàto a festa parvemi udire l’ùmile Amor che mai molesta, e come quieta allodola un cor mi cinguettò. Volse lo sguardo serico al labbro mio ansioso, come le fiamme e un eremo che vanno al ciel pietoso... e dal suo ciglio un fulmine celere al cor mi diè; e le parlai nel singolo tempo d’un breve istante, come d’un son cromatico la nota scintillante... e sul mio volto giacquesi, e le cadevo ai piè. Stette in silenzio e volsemi la destra man gentile e mi sorrise pùdica sìccome un ciel d’aprile... e le amorose liriche al cor poi m’ispirò. Ecco che disse al misero che ad altri dava l’alma, ed io mi scorsi adultero senza più pace e calma, ed ella infame ai tepidi lidi d’orror scappò. Piansi ‘l suo cruor di fragola, i tralci di sue vene, piansi qual gufo in fregola ucciso dalle pene... e in sull’aurette gelide mi parve di morir. La vidi allor tra’i palpiti d’un sì represso sogno dove ancor l’alma miagola, laddove mi vergogno, e come un’aspra vipera mi diede al mio soffrir. Vai vagabonda e libera, fanciulla, in sul mio core, dove non sai l’immagine che saziami d’Amore; e quell’effigie tenera sembra parlar, sei tu... e nell’errante sibilo del vento antico e forte, vieni a parlarmi morbida pugnando pur la sorte... Ma un sogno è questo ruvido, l’Amor ormai già fu. Viene la vera impavida raggiante tra’i bei fiori. Sento allor i venefici ricordi degli Amori, ed alla mente pingonsi gli animi del dolor. Come se fosse un tumulo di nevi sciolte ai venti, come un guerriero impavido in mezzo ai fieri eventi, cade represso in triboli l’Amore; e poscia muor.
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!