Preghiera d'una madre
Grazia Longo
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Prendi me, Morte,
e io ti vedrò bella.
Anche se,
più d'ogni cosa,
amo la Vita,
t'accoglierò
come una regina.
Prendi quest'albero nodoso
che ha già steso tante volte
i suoi possenti rami al cielo
e ha conosciuto della vita
ogni stagione.
Ma lascia, ti prego,
questo piccolo seme
che ho generato
con tutto il mio amore.
Lascialo diventar
germoglio e tenero virgulto,
giovane arbusto
e albero nella foresta,
tra altri alberi,
a gemere di vento e vita,
pel tempo suo.
Lascialo qui, a succhiare
il latte e il sangue della terra,
a sfidar con le sue chiome,
il cielo e le tempeste
per mille primavere ancora.
Dai al fragrante fiore,
la gioia del suo frutto!
Vicino alle mie radici,
o dove lo vorrà portare, il vento,.
o il suo cuore, non importa.
Ma lascialo a questa vita
che tanto amai e che amo.
Morte,
ora, che così t’invoco,
per aver la morte mia
in cambio della sua ...
Ora, ancor di più,
amo la Vita
e mai t’odiai sì tanto...
Fermati sul mio cuore
e ascoltalo, tu Morte,
che fissi appuntamenti a caso
e non conosci i giorni.
Ascoltami.
Ferma il mio cuore.
E non ci sarà
null'altro d'ascoltare,
oltre l'amore.
©
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Grazia Longo
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