Abusivi
Sbarre, acciaio duro e lucente,
forgiate, sul vicolo erte
aggrappi dita adunche
ci metti la faccia e le parole monche.
Chiedi pane e cipolla
tenaglie per spezzare catene
vestiti puliti discorsi lavati
dalla fuliggine di comignoli d'oro.
Gridi al vento ché ti ascolti
non rubi, non elemosini,
coi diritti e doveri non ti senti più povero.
Chiuso il giardino, porte sbarrate
arrugginite le chiavi non aprono,
resti fuori spiazzato, sfrattato, sgomberato,
aspetti il condono del tuo cartone abusivo.
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Commenti (3)
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Massimiliano Moresco7 marzo 2013
Apprezzo davvero molto l'uso della parole e la musicalità che accompagna una poesia intensa
Nadia Mazzocco7 marzo 2013
Vera cruda e reale purtroppo questa Bella poesia, una profonditá nei versi che tocca il cuore .Apprezzatissima!
EnzoL7 marzo 2013
In un momento storico come quello che imperversa, il sentirsi abusivi è divenuto normalità, ed ogni cosa, ogni piccola conquista: lo stipendio, il lavoro, la casa. sembrano pesare come fossero un dono per i poveracci. Il diritto di vivere di costituire una famiglia di LAVORARE e di procedere in serenità è pressoché ormai azzerato. Mentre alcune tasche si riempiono attraverso schiene curve ed assoggettate. Dici bene amico Poeta 'Sbarre, d'acciao duro e lucente, forgiate...


