Erano DONNE
Taoco Glotami
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Non ricordo l’ampiezza dei miei vuoti
ne il silenzio che fanno le parole
ricordo solo fiori
che ho sempre pensato troppo bianchi
per il mio rosso sangue
sparso sulle pendici di un corpo muto
per i lividi scuri sui miei polsi
legati da corde troppo strette
negandomi anche il diritto
di scuotermi contro vento
alla fine di ogni pioggia di tormento
non ci son più pagine sul mio diario
per andare a capo
dopo ogni ultimo abbandono
quelle vecchie le ho strappate
per non riconoscermi
in ciò che sono stata
per cancellare
anche un solo riflesso d’esistenza
come fossero sguardi
gettati alla rinfusa
ad affamare belve
di cui la donna si fa preda
se solo fosse vero
ciò che il poeta un dì partorì dal verso
“NON SI NASCE DONNE. SI DIVENTA”
(Simone de Beauvoir)
Che emerita cazzata.
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L'autore
Taoco Glotami
la poesia non è un lucro, adattato all'apparenza, si scrive per essere e non per apparire...
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli9 marzo 2013
In questi versi, ho ritrovato tutta l'ampiezza di quei vuoti tutto quel dolore taciuto e nascosto... perché a volte essere donna ti mette nella condizione di sentirti dire: eccone un altra ... senza anima, né credibilità... così a volte si sente una donna!! Per tutti quei polsi legati, questa bella lirica

