Senza più occhi

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un dolore atroce per una madre che sopravvive al figlio.,una madre distrutta dalla sofferenza che vegeta su quella tomba quasi una flebo attaccata al braccio che la mantiene in vita... Si... ma che vita può essere? E si trema di sdegno quando si leggono notizie così devastanti per l'anima... quando è l'uomo a recidere queste giovani vite e non il volere di Dio...
Come non condividere questo dolore immenso. Quando la vita ti toglie un figlio, per qualsiasi ragione... tutto diventa illogico. Posso immaginare la crudeltà di un destino... L'immenso sole spegnersi di colpo, l'orizzonte offuscarsi... E ci si immerge nel limbo di un non vivere in avanti, anzi si vive assaporando il passato per non dimenticare mai.
Un dolore forte che l'autrice trasmette con parole essenziali, un sedile dove piangere, parlare pregare rievocando momenti belli rievocando la vita, poi il freddo della lapide, delle amare lacrime, il silenzio, e quei pupazzi senza più carezze a ricordare giochi bambini .
uno dei dolori più grandi... che ti lacera dentro, la morte non ha pietà nemmeno del'amore di una madre, è INESORABILE ... versi pregni di sofferenza, toccanti ben stilati, come sempre, letti con intensità e partecipazione...
Ho sofferto leggendo questi versi così intensi ed evocativi, ho sofferto del dolore sordo di questa madre che accarezzando quella tomba seppellisce il suo cuore per sempre.
Versi toccanti che danno i brividi tanto riescono a trasmettere dolore, desolazione, disperazione.
...un nodo alla gola nel leggere questi versi!!! non si dovrebbe mai sopravvivere ai propri figli... e la morte no... purtroppo non ha alcuna pietà!! toglie la vita in un istante e si resta soli, vivi ma morti dentro... soli con una lapide davanti da accarezzare... per sempre!!! commuove!!!
Una poetica che nella morte tocca con mano profonda il dolore. Versi di interiorità.







