Notte d'Autunno
Gabriella Afa
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Nel tempio edificato
da antichi mattoni
in un tempo
di cui il ricordo sfuma
convivo con la tristezza.
Percorro a piedi scalzi vagando
strade tortuose
di polvere intrise
e aspre di sassi infuocati
dai colori del tramonto.
Un filo d’aria tenue
cattura i sospiri del cuore
e un brivido trema
sulla pelle dimenticata.
Eccomi qui
inerme come spiaggia deserta
lambita da un mare distratto
che lascia conchiglie senza vita.
Gabbiano segui la luce del giorno
che scolora nel tramonto
e lancia le tua grida
in echi lontani.
Stridono le ossa dei muri
che cedono calore al giorno che muore
notte d’autunno fredda
dove il respiro del vento
porta granelli di sabbia dimenticati
troppo in fretta
mentre profondi silenzi
catturano la luce delle stelle.
©
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L'autore
Gabriella Afa
Commenti (2)
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Umberto De Vita10 marzo 2013
Poesie che fa riflettere e cattura il lettore. piaciuta.
Paola Vigilante11 marzo 2013
"Eccomi qui inerme come spiaggia deserta lambita da un mare distratto che lascia conchiglie senza vita" Questo è il verso di una lirica splendida nella sua interezza che riesce a trasmettere in maniera molto incisiva la vena malinconica e triste di una profonda introspezione. Molto suggestive le immagini evocate, molto piaciuta.


