Un buio di finestra
Maria Grazia Vai
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Acqua e poi di nuovo il sibilo del vento
Lo sento scivolare sopra i tetti,
dentro i sandali e le rughe
per poi cadere sopra le rotaie
di un viaggio abbandonato
E’ questo andare di nebbia e foglie
quel tintinnio di voce
che arriva a sbiadire gli occhi
e stingermi il silenzio
E’ la tua mano che non vedo
o che non vuole entrare
e resta fuori, senza dire niente
E’ il buio che ritorna
ad incensare le finestre e il bosco
questo annaspare di parole
su cui scivola, senza cadere
l’urlo feroce della notte
Quel nero
che mi gronda la bocca
ma non mi ascolta
Che alberga le mie stanze
E che non vuole
andare via.
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (1)
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Francesco Rossi19 marzo 2013
Poetica di riflessione, un viaggio abbandonato che rimbalza da un'orbita all'altra senza cercare giustificazioni. Semplici concetti per semplici parole poetate con maestria.

