Notti di madri
massimo turbi
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notti di madri
a vegliare i silenzi
riflessi nelle nebbie
disadorni di mutismi
nella luce fioca
quella da tre candele
ricoperte dalla polvere
che trasuda di malinconia
nella stanza vuota
con gli occhi stanchi
solo il bastone in cui ti appoggi
ti coccola con soavità senza tempo
metre osservi ingiallite
le foto sciupate della giovinezza
di un tempo perduta
dietro ad un amore mai corrisposto
te ne vai sciancata
dietro alle ombre della luna
ricordandoti qualche volta di mangiare
piangendo di nascosto
stringendo al cuore
una lunga lettera d'amore
mai inviata
riposta nel cassetto dei ricordi lontani
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L'autore
massimo turbi
Commenti (2)
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rita damonte11 marzo 2013
donne d'altri tempi... che hanno donato la vita alla famiglia. magari accanto ad un uomo che non corrispondeva il loro amore, vivendo di ricordi giovanili, rimembrando le anime defunte con lumini accesi. o adirittura stando loro stesse al lume di candela come si usava un tempo. ma nel cuore qualcuna di loro aveva qualche amore segreto... mai vissuto realmente, che teneva vivo, nelle righe di lettere mai spedite. così ho interpretato l'opera del poeta.
Antonella1712 marzo 2013
la sofferenza di una madre e il suo essere forte ad ogni costo... amando con forza


