"Lividi di terra"
Stefano Drakul Canepa
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la terra ingorda
che avvolge questo cielo
alle albe morte (D)
Lividi di terra che piange rovina,
niente da rubare a questo cielo
neanche le discordie immaginate
tese su una corda a contraltare
Io sarò nel gioco fra le albe nere
in attesa di una sera da sperare
gesti e nuvole solo per tacere
le inattese tombe del mio esitare
Germogli e conflitti in queste rose
con una spina piantata al cuore
che piange veleno e acide catene
strette a pelle su scure cancrene
Segni di primavera sulla pianura,
qualcuno ha reciso semi e speranze
nere anche le danze senza notte
da lasciare segno alle prime fronde
Nulla da rubare a questo cielo vano
Neanche il profumo dei fiori
appesi a un ramo.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
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