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Introspezione 14 marzo 2013 · lettura 1 min · 3428 letture

Una volta almeno nella vita

Alberto De Matteis 949 poesie pubblicate
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Una volta almeno nella vita uscir vorresti dalla tua pelle e magari diventar mendico che a te sembrerebbe un re. Al tuo sguardo felici tutti son sol perché di te scontento sei dalla tua vita fuggir vorresti per altra sott'altro ciel. Ma cielo di mare o di montagna la tua pena ovunque porteresti come rondine che a primavera porta i sogni suoi con sè.
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Com'è, si domanda Orazio, che nessuno vive contento della sorte che la ragione gli ha dato o il caso gli ha gettato davanti, e tutti invece non fanno che esaltare chi persegue una vita diversa?

L'autore
Alberto De Matteis

Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin

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Commenti (10)

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Antonella1714 marzo 2013

uscire dalla pelle--- un desiderio spesso condiviso. lirica intensa e vera.

Berta Biagini14 marzo 2013

Una riflessione che si dà una risposta da sé nell’ultima strofa – mi viene in mente un proverbio: “Non lasciare la strada vecchia per la nuova - sai quel che lasci, ma non sai quel che trovi!” – Tutto qui!

Rosita Bottigliero14 marzo 2013

Non si può scappare senza portare il fardello con sé ... ...una lirica apprezzatissima...

Poesiaerre14 marzo 2013

strapparsi la vecchia pelle di dosso e indossarne una nuova... ma la pelle d'anima non può mutare resta la stessa con le sue pene e assilli

g
giovanni bagnariol15 marzo 2013

Versi molto ben stilati che mettono a nudo una realtà: tutti ci portiamo dentro il senso della nostra finitezza e l'inganno di una vita che vorremmo migliore, diversa... insoddisfatto e inquieto vaga l'uomo alla ricerca della sua piena realizzazione, della felicità che non appartiene a questo mondo.

C

mi vien da dire -chi si contenta gode. gradevolissimo testo

Sara Acireale15 marzo 2013

Si desidera sempre quello che non si ha... Si vorrebbe uscire "dalla propria pelle" ed entrare in quella di un'altra persona che a noi appare più ricca, più fascinosa e piena di mistero... Si invidiano gli altri che ci sembrano più fortunati di noi e invece una grande virtù è quella di sapersi accontentare, di stare bene con se stessi perché ogni uomo deve convivere con i suoi affanni... Un grande Poeta scrisse "Se ad ognun l'interno affanno, si vedesse in fronte scritto, quanti a noi che invidia fanno, ci farebbero pietà". Il poetare di questo Poeta è intenso perché conduce sempre a una profonda riflessione...

Daniela Dessì17 marzo 2013

E già, se potessimo, ma in fondo condividiamo la stessa condizione umana, lo stato d'infelicità che ci accomuna... bella e profonda riflessione...

D
Daniela Cavazzi17 marzo 2013

Consapevolezza di non poter sfuggire al proprio vissuto ma anche di essere soli nella sofferenza foriera, invece, di felicità per gli altri. Lirica molto intensa.

carla composto17 marzo 2013

ottima riflessione e mi sovviene la frase "l'erba del vicino é sempre più verde"...credo sia nella natura dell'uomo non accontentarsi mai... dovremmo meditare su questa lirica ...o ttima e mlto apprezzata