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Introspezione 17 marzo 2013 · lettura 1 min · 1375 letture

Schiava

Santina Papa 60 poesie pubblicate
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Ammutolita, di veglia alle soglie dell'Inferno succhio ogni sudicia voglia. Non più mi desto al buon giorno assopita navigo nel sonno. Tace la bocca allo sbarco brutali presenze vengono incontro mi scrutano ad arco lo spasmo dell'occhio sul corpo balestra. Mi perlustrano nell'ombra, dietro quieti passi oziosi mercenari dalla puzza di sigaretta annichilite non si ribellano le mie membra. Soffro rannicchiata in vesti color ambra. Col pensiero dell'amato dentro non potrò morir ogni giorno, nessuno dei due perirà, non arretro, il migliore emisfero nel tutt'uno. Sotto un velo di nuvole onde di sogno oltrepasso quando ti penso rinascer vorrei purificar una vita fermatasi al di là di quel passo fra i Pirenei il mio mondo. Chiedo silenzio nell'auspicio di un ritorno, di un abbraccio trovando il coraggio di fuggir da questo vile gancio schiavitù della donna e morte della mente.
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L'autore
Santina Papa

Quello che mi interessa di più è emozionare il lettore e chi si avvicina anche per curiosità al mio modo di far poesia. Amo lo stile libero perché mi dà la possibilità di spaziare nel pensiero senza esser legata alle rime. La poesia mette in luce sia qualche sprazzo della mia vita che emozioni di altri, di so

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Commenti (1)

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Catia Dinoni19 aprile 2013

Rimanere schiavi di se stessi, in attesa... rimanere sospesi quasi in un limbo. Da questi versi traspare una profonda sofferenza velata dall'ancora presenza di quella figura amata che rimane dentro, eccome se rimane. Forte il desiderio di pretendere quel silenzio in attesa di un ritorno... per essere liberi da quella schiavitù che uccide corpo e mente. Molto intensa!