La stanza dei lutti
Angela Fragiacomo
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La stanza
ha pavimenti di marmo nero
affama – oro, rosso antico opaco
non più d’una brocca;
dalla bocca ebbene non ha fiato
non hanno fiato gli scuri
i lumi spenti
le tende tirate sino a terra
il baldacchino in vele avorio;
sulla grande cassapanca un occhio di vetro – scintillante
il leggio, ancora vergine;
secoli, irti in zampe pelose
poggiano su spalle;
affanna, questo spazio
- intorpidisce l'acqua, dinnanzi la porta
con grossi chiodi di ferro.
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (2)
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EnzoL18 marzo 2013
mi fa pensare a quei luoghi, che non hanno più scopo che non hanno più voce. Che sono fortemente legati ad un passato che non ha più senso. molto bella
Rita Stanzione19 marzo 2013
Un luogo intriso di sacralità, che conserva e offre. Grande emozione alla lettura!


