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Donne 17 marzo 2013 · lettura 1 min · 6782 letture

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Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Mamme, rimembrate il giorno in cui nel vostro fertile ventre sentiste un sussulto di vita? Con che vanto amabile allor gioiste e, la culla con protettivo impulso soffice gli faceste. Sostenuto dal latte sgorgante delle feconde mammelle stretto al petto con incontenibile affetto mirando il suo primo passo e il suo sollazzo con la passione dipinta sul vostro volto bianco. Ed ora le attese speranze disattese da vane parole di una società putrefatta che succhia sangue dalle vene lacera la carne viva di attese e dei colpevoli del triste misfatto ancora nessuna traccia.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (7)

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Una poesia che è anche un po' inno al lato matriarcale ormai nascosto, violentato, deriso da una società macchiata da millenni di patriarcato.

carla composto17 marzo 2013

tanti sacrifici tanto amore per le nstre creature sicuri di dar loro un avvenire radioso ed ora... quel latte che con tanto amore abbiamo donato ai nostri figli viene succhiato da una socità putrefatta, senza futuro che porta solo alla rovina... splendida lirica intensa e bella... sempre un piacere legger questo sensibile e valente autore

rita damonte17 marzo 2013

Caro Autore il problema è sempre quello ... come dare e mantenere vero ----Amore ----ai figli che nascono da un grembo materno ImmacolatO. bimbi che devono affrontare già da neonati una società ----impura---- al loro futuro; che non sarà mai roseo abbastanza quanto gli si possa augurare . Con infinito dispiacere scrivo ciò, collegando il discorso al commento di ieri. Aspettando tempi migliori più puri e tranquilli, sia nelle famiglie, che nelle scuole e nella società stessa.

Alberto De Matteis17 marzo 2013

Un contrasto netto tra la tenerezza della madre che con tanto affetto allatta la sua creatura e la società che lacera le carni e succhia il sangue. Immagini molto crude ma tanto vere.

Rosanna Peruzzi17 marzo 2013

immagini forti, una madre che on tanto affetto nutre il figlio perché poi viva in una società "malata", un morbo che divora tutto e il colpevole rimane ignoto. stupendi e sentiti versi.

Melina Licata17 marzo 2013

E' un dono la vita di un figlio è protetta è guidata con amore... ed affidarla al cuore di una società malata "che succhia il sangue e lacera la carne" non può che far male... Come si può non condividere questi versi forti e veritieri... Poesia che tocca profondamente...

C

un'ode alla maternità,le donne che amano tanto i loro figli vedono le loro speranze sfumate in una società corrottta e fraudolenta, ottima poesia