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Morte 17 marzo 2013 · lettura 1 min · 3251 letture

Vestizione del cadavere di Proust

omissam 412 poesie pubblicate
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La vita ritirandosi trascina via le disillusioni della stessa... dal corpo lungimirante diafano ascendente emana un candore bluastro lui polmoni squartati omino incespicante minuscolo eppur irrangiugibile labbra serranti occhi che vedono ancora... lavoro minuzioso, il mio il rigorefebico non mi aiuta guardo i suoi polpastrelli dita infinite han vergato pagine così alte che umano mai più (albertine è scomparsa) come posso io violarne la loro tragica rigidità? Plasmar le sue membra ai miei voleri così terreni da vergognarmene infilo le sue ali in una camicia troppo nuova gambe in pantaloni larghi come vele... vola ora, Poeta abbi pietà della mia necessaria miseria custodiscimi nei pregi dell'animo tuo perdona la mia irriverenza a me ultimo tra gli ultimi ricoprire il tuo corpo abitarti l'estremo vestito con la dolcezza ottima del rispetto copro ricopro le tue vestigia intatte stando ben attento a lasciarne trasparire l'odor tenue e suadente dello loro eternità postuma... chiudo la bara ho chiuso il mondo
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...su quel letto funebre la morte lo aveva adagiato, come lo scultore del medioevo, con le sembianze di un ragazzo...

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (6)

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Antonio Terracciano18 marzo 2013

E' un bellissimo omaggio a Marcel Proust, l'immenso scrittore col quale a ognuno di noi, modesti scribacchini, piacerebbe, nei sogni, identificarsi. La vestizione del suo cadavere mi dà l'impressione di volersi appropriare (chissà quanto invano, ahinoi!) dei suoi segreti (sia detto "en passant", pare che Marcel, mano a mano che la morte si avvicinava, perdesse le snobistiche caratteristiche di uomo di mondo per assumere sempre più i tratti dei suoi antenati ebrei da parte di madre) . Il non troppo spazio che mi resta mi permette soltanto di evidenziare le ultime parole della poesia: "Chiudo la bara, ho chiuso il mondo"; è proprio l'impressione che si ricava chiudendo un tomo della "Recherche", quella di abbandonare un mondo completo.

EnzoL18 marzo 2013

e leggendoti, mi viene da pensare, a questi grandi uomini, che con il loro fare hanno illuminato il mondo, hanno dato forza ed evoluzione al genere umano. Trovo di grande sensibilità e di profonda gratitudine il tuo testo così ben scritto al maestro. ed aggiungo che scrivere di farfalle e di violette (come molti credono sia meglio) non solo non aiuta, ma lo trovo al quanto retorico e poco produttivo. C'è sempre da imparare a leggere un pensiero profondo, a guardare le fotocopie direi invece proprio di no!

Francesco Rossi19 marzo 2013

Questa poetica è un cimentarsi e un offrire agli altri qualcosa di profondo. Dicevo cimentarsi con la realtà della vita del grande scrittore e pensatore e poi la vestizione un tributo che si compie con chi nella vita ha dato tanto e credo che l'autore si lasci trasportare da questa sensazione poetando divinamente.

Daniela Dessì20 marzo 2013

Questi versi sono di una bellezza disarmante, per forma e contenuto, meritano di essere elogiati, dall'inizio alla fine...

elena rapisa23 marzo 2013

Un atto di estrema devozione (non l'ultimo) questo vestire della propria incompletezza e con gratitudine solo il corpo che era ricettacolo di una mente immortale che tanto ha dato all'umana conoscenza. La chiusa si espande in tutta la sua completezza e condensa in pochi versi la poesia tutta.

Matilde Marcuzzo24 dicembre 2013

parli di me? e tu? questo scrivere che si accosta ad uno spleen come una frusta sugli ideali e i sentimenti che spappolano le viscere? complimenti.