Senza invito
rosanna gazzaniga
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Attendo passi quel suono acuto
di delusione
mentre ripiego ribellione e noia
come un tovagliolo
premo forte con le unghie
formando
angoli lisci e acuti di quiete.
Ti aspetto, apparecchio la tavola
organizzo posate distanti
parallele
come il bene e il male
separate da un piatto pronto
di parole insulse
malignità necessarie
consuete
per sentirmi ancora forte.
Rabbrividisco
nel sezionare ogni tua frase
sull'umanità scomparsa
cercando
motivazioni per litigare
mi chiedo inquieta
quanto tempo resta ancora
per perdonarmi.
Sento gemere stelle dimenticate
gemere la mia oscurità
nell’odio di abbracci vuoti.
Ma chiedo silenzio ora
chiedo a quella ragazza petulante
spesso non invitata
che mi conosce bene
di tacere e sparire
chiedo al mio vuoto di stupirmi ancora...
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L'autore
rosanna gazzaniga
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