Moribondi germogli
Bruno Leopardi
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Hanno occhi, mani e capelli,
come i miei figli,
i sorrisi no, son spenti
moribondi germogli.
Bambini
scesi dal tuo cielo,
Angeli senza colpa
appena di passaggio.
Ogni tre secondi
uno di loro parte,
si stacca dal cuore mio,
e parte,
per il suo primo
ed ultimo viaggio,
che lo porta da te,
Dio...
Io,
a te Francesco prego
ed in ginocchio chiedo
che la casa del mio Dio,
oggi opulenza e oro,
domani sia solo
forziere e tesoro
per tutti loro...
"Chiesa povera dei poveri"
riscatto d'esistenza
di chi in agonia consuma
qui su questa terra,
la propria breve presenza.
Vedi, Francesco mio,
continuo a chiedermi io,
perché?
Vesti costose, proprietà terrene
bilanci di miliardi, la chiesa per se,
detiene.
Perché?
Mentre su questa terra,
moribondi germogli
col destino corto e livido
chiedono,
al mondo degli obesi un po' di pane
per allentar la morsa della fame...
...E quasi fosse un gioco,
muoion a poco a poco,
uno ogni tre secondi
il resto aspettano
che succeda dopo,
loro,
germogli moribondi...
Non lasciamo ancora
che li falci la morte
uno ogni tre secondi,
e gli altri,
ad attender da finti vivi,
una segnata sorte.
Pastori del mio Dio,
di saio come Francesco
vestite le vostre carni e
l'anima vostra:
che la chiesa sia povera.
E che dei poveri,
sia la chiesa nostra.
©
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