Leccio
valentinatortora
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Si piegava
al suono del vento,
il leccio nervoso.
Pareva parlasse
col tuono
che passò.
-Sarò sapor di mare,
e fiori non colti,-
disse.
-E mi piegherò, non all'uomo,
ma al tempo.
-E perché, allora,
piangi?-
-Piango
perché
solo un bimbo,
l'altra sera,
si fermò
e mi carezzò,
e ringraziò della grazia
che non m'appartiene.-
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L'autore
valentinatortora
Sono nata, bambina spensierata, in Friuli, terra che amo e conosco, 55 anni fa. Sopratutto, conosco il suo mare, dove trascorro, fin da bambina, le estati. Vivo in Veneto, a Treviso. Ho due figlie, 4 gatti, una cagnolina trovatella. Insomma, amo moltissimo la natura. Sono laureata in Inglese e Tedesco, (laurea allo IU.
Commenti (1)
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M
Maria Francesca18 marzo 2013
Atmosfera di fiaba, versi a sorpresa, semlici e di grande effetto
