Piaghe di dolore

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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Mi piace moltissimo il senso di precarietà che si avverte in tutto il testo, ad un tratto sembra di impazzire per la forsennatezza dei versi e per la ricchezza delle immagini. Personalmente ho partecipato attivamente al trambusto di queste immagini, evocate (tra l'altro) da parole usate con particolare sapienza. Per un attimo ho dimenticato me stesso e ho partecipato alla deflagrazione magmatica suscitata dalla questa ottima poesia.
Non si riesce a stare dietro a questi versi, talmente coinvolgono in una spirale senza via d’uscita.
Questa solitudine che ha intensità nella poetica espressa dall'autrice. Una fonte rigeneratrice che bussa per entrare nell'interiorità in modo dirompente, non a caso ecco l'mmagine del vulcano in eruzione. In sostanza una poetica coinvolgente per gli intrecci subitanei che nell'istante portano nella chiusa a percepire, quindi immagini+ percezione+ metrica in sostanza una gran poesia e un gran lavoro.



