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Introspezione 18 marzo 2013 · lettura 2 min · 3544 letture

Delirio in una stanza senza finestre

Gianpiero De Tomi 833 poesie pubblicate
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E c'era una riga di coca, abbandonata sul tavolo sporco in mezzo a bicchieri incoronati da rossetto e briciole pastose avvolgenti ramificazioni venose e risvolti ben piegati braccia in camicia bianca e metallo nella carne inconfondibile sangue, contro chimica moderna e colanti paradisi artificiali solo purgatorio travestito da inferno, angeli neri confessori d'infamia - uniche entità realmente veritiere al dolore - Mentre i denti cercano la giustificazione nelle vittime nella notte forzata nello stomaco, fra sassi lanciati nell'acqua nera cerchi d'età indefinite, dilatazione e coralli rossi di veleno malevolenza ed odio, strazio di frasi ritorte e consumate e sogni a gambe aperte, il divano delle genuflessioni fatati nel tentativo d'inghiottire ed il successivo rigurgito di troppa improvvisa fluidità e poi il vuoto della grancassa che scandisce il respiro, con un battere sempre più lento. Indugio senza ritegno, la dilatazione delle labbra gonfie il grido assassino ed eccitante del dubbio che accompagna lo spaventapasseri mistificatore, nella meraviglia di un orgasmo. Soluzione ad enigmatici graffiti in profonde incrinature carminio il fischio acuto di un predatore, che ha ghermito ancora la debolezza ed ora vola alto sui tetti artigliando, intatto di velata accettazione il cibo inerte e rassegnato dello spaventoso banchetto.
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Gianpiero De Tomi
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Commenti (1)

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La concatenazione delle parole rende tutto il testo molto scorrevole e musicale. Parole capaci di evocare con forza un senso di pressante oppressione e paranoia che disturba la coscienza. Ottima la scelta della base musicale.