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Riflessioni 19 marzo 2013 · lettura 1 min · 3462 letture

Mi condurrò nei respiri del mondo

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Negandomi al rumore del giorno mi prenderò per mano e mi salverò madre e padre di me stessa nutrirò la carne e mi vorrò bene là dove le lacrime hanno annegato l’io prenderò le gambe del destino nell’insufficienza d’amore imparerò a vedere, nella voragine del ventre afferrando la corda sospesa nel vento ascolterò la roccia, distratta e sorridente con la bocca dischiusa e lo sguardo addormentato, io fata berrò di ruscelli il gorgoglio cibandomi sui gomiti dell’erba di biancospini in fiore in quel cerchio, solo mio
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Foto: Nicola Simbari

L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (8)

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s
santo aiello19 marzo 2013

Ritrovarsi e riprendersi in mano la propria vita. E risorgere con nuove ali, aspettando il vento che arriva, e arriva sempre il vento... come l'alba dopo la notte. Molto bella e apprezzata.

P
Paolo Morganti19 marzo 2013

Io al centro del mondo, io a vivere di bellezze della natura, io a raccogliere fiori profumati, io ad asciugare lacrime e lenire dolori, io a dissetare la sete a sfamare la fame, nutrice, genitrice e ispiratrice della mia vita del l'essenza del vivere questo lo scopo ambito dall'introspettiva lirica e dalla poeta che l'ha scientemente composta.

Enrico Baiocchi19 marzo 2013

Siamo artefici di noi stessi, perché solo noi conosciamo le nostre mete ed i nostri limiti. Le lacrime versate e i sorrisi ricevuti saranno i nostri paletti guida attraverso cui condurci per mano, superare oceani e scalare montagne, scendere all'inferno e volare in paradiso, per dimenticare l'amaro dell'illusione e assaporare infine il dolce della dignità, senza dover dare la colpa o il merito al destino.

Vita D’Amico19 marzo 2013

Trovare la forza dentro se stessi, quando tutto sembra affondare non è semplice. Ma è da quella discesa verso gli inferi che poi germoglia il fiore per un vita più consapevole e migliore.

carla composto20 marzo 2013

ritrovarsi proteggersi... volersi bene amare se stessi ... ritrovare la nostra vera essenza... magistrale lirica...

Elle20 marzo 2013

Nel proprio cerchio, quel personale spazio... vietato agli sconosciuti tranne che a sé stessi, accade la vita vera. Ed è un laboratorio d'amore e dolore, una fabbrica d'energia vitale, si generano i migliori esperimenti e si creano le meraviglie... In quel cerchio la materna placenta racchiude un nutrimento che appaga lo spirito più di qualsiasi altra cosa, produce la spinta maggiore, alimenta il coraggio... quello che ci prende, ci afferra quando la risposta all'amore è debole... quando le gambe del destino si muovono senza che si sia fatto un passo... Il cerchio fatato ci protegge e ci avvolge... è nostro e va difeso sempre, fino al limite.

Paola Galli20 marzo 2013

nel dolore interiore che conduce questi versi, c'è un senso di libertà di un'essenza che si ritrova con se stessa, facendo affidamento sulle proprie forze ed energie positive per andare avanti, tralasciando e superando le carenze e lenendo le sofferenze!! respirando una linfa interiore che è madre di vita, cibandosi delle proprie risorse e della natura!! infinitamente bella!

Francesco Rossi25 marzo 2013

Quando si ha la fortuna di interagire con persone di alta sensibilità si ha pure la fortuna di imbattersi in capolavori concettuali interiori che appagano sia per l'intensità che per l'alto valore umano che esprimono. Padre e madre di me stessa: una definizione stupenda in cui ci si prende cura interiormente di noi stessi e nella voragine del ventre il cerchio chiuso in cui il tutto è poesia.