La sera di marzo
Caterina Zappia
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La sera di marzo
spremuta come un limone
è una dissetante attesa,
fra le mani, un po' stanche.
La sera di marzo
bevuti i fiocchi del prato
con gli occhi sgargianti sull'erba,
cancella l'aspro del fiato.
La sera di marzo
scioglie quattro piccole rughe
agli anni che non hanno coraggio,
le incipria col vento castano
e ritornano salde.
La sera di marzo
ritorna fanciullino nel cuore,
e poi, ripassata la storia, trionfa
consacrata al Signore.
La sera di marzo
profuma d'infanzia la bocca,
il vestito azzurro e le gocce gialle
ripresenta, solo memoria!
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (2)
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Francesco Rossi20 marzo 2013
Una poesia sulla sera di marzo che mette in moto il punto d'osservazione rilanciando uno stile poetico misto lineare e sciolto dove le sensazioni vengono percepite e recepote dal lettore.
Rosita Bottigliero20 marzo 2013
una sera che ricorda molte cose... ...versi dolcissimi, stilati molto bene... ...


