Oltre la porta

Muto il pianoforte
la sedia lì, ancora
ad aspettare.
Mano sporca di nero
profuma di inchiostro.
Fogli scritti e poi cancellati.
Tutto sembrava tutto
e invece
era niente.
Limpido mare mi aspetta,
dove far fluire
ogni incertezza.
La tua impronta è sull’anima
così, come zoccolo pesante
di cavallo in corsa
incide sabbia.
Se potessi scomparire
in un soffio e ritornare
in quell’abbraccio,
tu... saresti diamante,
io... raggio di luce.
Brilleresti ancora.
Va... raccogli il sogno
prima che svanisca
nel dilatare della luce.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!