L'infinito
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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Dalle mani di un Dio è nato l'infinito, quella qualità che rende tutto unico. Dalle nostre mani, da quelle dei nostri padri e da quelle future dei nostri figli nascono le trasformazioni di questo infinito. Trasformazioni che da un'iniziale timore diventeranno una luce per l'umanità o, anche, il buio. Questo è l'infinito scorrere dell'esistenza dalle mani di un Dio alle nostre.
L'infinito è inafferrabile, proprio perché infinito, è indefinibile, non è concepibile per menti educate ai limiti, ma tra questi versi, che si dilatano e comprimono, come il respiro dell'eterno, ecco, che esso s'intravede...


