Amore in man delle parche
Rugose palpebre,
pigre al movimento, e semichiuse
veglian superbe,
tre paia, per i nostr'occhi.
Del dio figlie, le parche,
mai s'eran sporte a contrasto
indifferenti all'umana sorte
al comun accordo per natura volte.
Ma io e te seminiam discordia
ché Cloto tesse amor,
e lo nasconde alle altre due,
sicché l'una non svolge,
l'altra non può resecar.
Lotta! grido alla ribelle
mentre odo come spille
tua opposta offesa
par che ti abbian convinta
a pretesa del filo spinta.
"Portalo in sue mani" mi sussura la sarta,
"ché del gioiello decide chi lo indossa"
ed incarta l'amor in forma accolta;
la marcia mia non è scossa
da condanna reg'al destino
ma nel dar la nappa
increspa t',ti star vicino.
©
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