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Natura 24 marzo 2013 · lettura 1 min · 2092 letture

Crinali

Umberto De Vita 311 poesie pubblicate
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S’annebbia un sentiero che s’inerpica appartato e solitario. Fragori di tuoni rimbombano nella vallata. L’aria, quasi rarefatta, indugia; e il tempo s’arrende svaporando dagli arbusti. Il vento scivola con un andare e venire come lamento di dolore oltre i granitici crinali: ove risiede l’aconito perenne. Un silenzio surreale avvolge la visuale su un cielo plumbeo; ed io non so disfarmi di questo mio pallore.
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Osservando con molta attenzione alcuni crinali in alta montagna e scorrendo con gli occhi tutto
ciò che riuscivo a vedere, mi venne in mente di descrivere qualcosa. Piano, piano è nata nella
mente una bozza di poesia che dopo ho fatto sedimentare per poterla finire correttamente.24 gennaio 2016
L'autore
Umberto De Vita

Sono nato a Messina ma vivo a Firenze da una vita, tanto che non so più se devo considerarmi siciliano o toscano. Ho scritto la mia prima poesia all’età di 17 anni e non ho più smesso. Sono stato premiato e/o segnalato in alcuni concorsi nazionali. Mie poesie sono state incluse in alcune antologie. Nel 2012 è stata ins

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Le sensazioni lasciate dai lettori.


Piaciuta molto, cari saluti Umberto.🌟 (Anna Di Principe)

Bellissima, un caro saluto! (Maria Fiorella Corazza)

Commenti (5)

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Gianna Occhipinti26 marzo 2013

Un'altra bella lirica di questo Artista che suscita intense emozioni... come il respiro di una natura forte ed imponente, nelle sue manifestazioni, che si scontra col sentimento di un uomo... Bellissima e coinvolgente!

Eolo27 gennaio 2018

Testo di grande poesia in una descrizione accurata di movimento, stasi, metamorfosi. È come il sentire un tempo sospeso, la stagione che muta, la pioggia imminente preannunciata dal tuono. Veramente mirabile

Stefana Pieretti27 gennaio 2018

leggendo questi versi è come respirare aria di montagna sentire la bellezza che ci veste il cuore e l’immagine si fa vera bella poesia scritta mirabilmente come sempre.

carla vercelli27 gennaio 2018

"...ed io non so disfarmi/ di questo mio pallore." Bellissima e profonda chiusa in cui si manifesta una correlazione intima e anche un contrasto, se uno lo vuol vedere, fra il sentire umano e il biancore circostante della natura di alta montagna. Molto piaciuta ed apprezzata!

Anna Di Principe27 gennaio 2018

Straordinaria chiusa dove il pallore del viso è complementare ad un’atmosfera di cime e crinali attorniati dalla nebbia e dalle folate di vento. Molto suggestive le immagini, da cui scaturiscono lo sgomento e le emozioni che a volte solo la montagna sa regalare. Un testo poetico molto coinvolgente e di spessore... elogio!