E poi svapora
Lunabionda Valentina Di Caro
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Caduca, come cera di pietra
la mia anca straziata
i miei seni svestiti
da giubbe nemiche
Tra la pretesa e il per favore
la concessione di un conteggio lento
magari sottovoce fino a mille
mentre accendi l'incensiere
C'è un porto in cui si arriva
già cementati sotto calce viva
Non è per te che mi son finta pazza
ma solo per nuotare nel mio odore
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