Avo
al tuo sabato appartieni già
a un'eterna domenica proiettato
ammorbato dal silenzio, trasmetti
un urlo muto, che dallo sguardo tuo
va, e viene negli occhi miei umidicci
come torbidi riflessi d'un lago
e alla soglia del mio martedì
a me non resta che cogliere l'attimo.
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