Non trovare la profondità
Gianpiero De Tomi
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Ancora la profondità che sfugge
dopo aver scavato d'unghia
sino alle radici fradice di megalopoli
alla ricerca di miracolose
bocche radiose in arpeggi
e vibrazioni, che sgretolano
il termitaio della disperazione
con esoteriche risonanze.
Abbraccio il nulla
da corpo disgiunto
incompleto di braccia e gambe
testa e cuore che battono altrove
inseguendo inutilmente
eroismi mascherati
impossibili nomenclature
castelli di sabbia
l'impari scontro con la marea.
Il distrutto respiro, disadattata
e sconsiderata palpitazione
che s'accanisce su occhi indaco
mentre scruto il nero orizzonte
le ramificazioni afferrano il collo
avvolgendo anche l'ultima fuga.
Incastonato come pietra grezza
nella montagna che sgretola
libero - ed incarcerato a vita -
agglomerati compromessi allucinanti
in torri metalliche che assediano il cielo
vestendosi di silenzioso ed invidiato vigore.
©
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Gianpiero De Tomi
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