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Sociale 27 marzo 2013 · lettura 2 min · 2744 letture

È guerra

Angela Fragiacomo 657 poesie pubblicate
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Di notte, sporge il muso, è guerra. Al di là del fiume d'oro, case gialle e cascine in pietra. Solide. Il cielo che non oscura di boati i tetti, cede a Ovest, unanime la pioggia, tra valli e colline – e non un piano di fuga a tormentare quel che resta, di polveri e scarpe – e poi le scarpe – non lacere abbastanza. Osando slanci di passione alla finestra, godo dell'orto che tinge, certo, la stagione: annunci di vita. Diamine! Non ho segreti da potare – con onore – dall'onore – né petto per armature – allori – memorie – i bicchieri nel lavandino profumano limone tuttavia è guerra! Limpida con il clamore e la gogna della resa: prima che accorrano gli alleati – i loro guanti e i calzini spaiati – le vittime, lisce tombe di nessuno, infilano occhielli come bottoni troppo grossi s'accalcano alle pareti di marmo degli edifici – a piedi – irregolari è guerra! è guerra! dannazione! – non sanno – corrono a vedere, dalle metropoli dai bassifondi – mai così fondi e bassi, da non comprendere l'angolo di caduta: pioveranno rane; e io – io – come posso io – macchiare la storia? Senza sangue. Che il tempo tradisca la carne ma le parole – si piantino nella terra.
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spaiati spaiati!! . Seconda piaga: le rane 8, 1 Poi l'Eterno disse a Mosè: «Va' dal Faraone e digli: "Così dice l'Eterno: Lascia andare il mio popolo perché mi serva. 2 E se rifiuti di lasciarlo andare, ecco, io colpirò l'intero tuo paese col flagello delle rane. 3 Così il fiume brulicherà di rane, ed esse saliranno ed entreranno nella tua casa, nella camera dove dormi, sul tuo letto, nelle case dei tuoi servi e fra il tuo popolo, nei tuoi forni e nelle tue madie. 4 E le rane verranno contro di te, contro il tuo popolo e contro tutti i tuoi servi"»

L'autore
Angela Fragiacomo

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce

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Commenti (3)

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Paola Galli28 marzo 2013

uno scenario di desolazione, freddo nelle ossa e presagio di disfatte, descritto in maniera magistrale da un'autrice che colpisce sempre per originalità e stile! trapela la volontà di poter lasciare una traccia, qualcosa di solido, qualcosa di concreto, che si fermi nella storia prima della devastazione totale!! ed un'angoscia interiore pienamente condivisa!!!

Antonio Biancolillo28 marzo 2013

Con bravura e originalità l'Autrice ha saputo piantare i suoi versi nella terra... una traccia indelebile tra storia e la devastante desolazione che sa fare l'uomo... Incisiva e sicura nelle immagini e nel lessico... Apprezzatissima...

Francesco Rossi28 marzo 2013

Un seme in una distesa di dolore dove il tutto appare con la forza della volontà di un pensiero in movimento.