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Impressioni 27 marzo 2013 · lettura 1 min · 1592 letture

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giovanni bagnariol 123 poesie pubblicate
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Stanno lì, nel chiuso d'una stanza senza cielo... Corpi appassiti, anime nude, tremule al soffio di chi passa. Occhi assenti han rapito alla bocca la parola per dire quanto breve la bellezza, quanto lungo il brandello di una notte di dolore mentre fuori il tempo scandisce i passi frettolosi di chi ancora vive, di chi ancora spera nell'aria dolce di una nuova primavera!
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L'autore
giovanni bagnariol

Nativo di Pordenone. Diplomato in mat. Magistrale, ho frequentato Facoltà di Magistero a Padova. Ex Ins. di scuola elem. Opere scritte: "Perchè credo alla vocazione di mia figlia" (inedito) . "Scuola e società", "Verità e libertà (incompiuto). Hobbys: suonare la chitarra (alcuni anni fa anche la tromba)coltivare l'or

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Commenti (7)

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Alberto De Matteis27 marzo 2013

Versi incisivi e veri che toccano il cuore del lettore.

Antonio Biancolillo28 marzo 2013

"Stanno lì" intorno un paesaggio umano... una sedia a sorreggere il suo riposo con lo sguardo di un tempo già quasi vissuto... sul volto segnato da solchi di rughe... e un cappello con contorni di vecchie pieghe prende il suo capo... Occhi osservano fermi... guardano oltre il suo tempo... quasi aspettando un cenno di saluto..."di chi ancora spera nell'aria dolce di una nuova primavera"...oltre la finestra... Incisive arrivano le immagini... Molto apprezzata...

Francesco Rossi28 marzo 2013

Una poesia che fa riflettere in sintonia con lo stile altamente evocativo del poeta che in questa sua ci prende per mano accompagnandoci in una profonda e comune riflessione.

Vita D’Amico28 marzo 2013

Quella soffitto che un di era un cielo pieno di stelle e speranze oggi è povero di orizzonti, vuoti come mani stanche e tremanti. Versi davvero intensi, riflessione profonda.

Sara Acireale29 marzo 2013

Mi ha toccato il cuore questa poesia profonda e piena di sentimento... Versi che inducono alla riflessione... In una società come la nostra i sentimenti sono morti... Una persona che ha lavorato tanto per i figli, per i nipoti, quando diventa debole e ammalata viene portata in un ospizio dove tutto è grigio e buio... In un periodo di vita in cui avrebbe bisogno del calore della famiglia, viene lasciato a languire in un posto inospitale ed estraneo... Versi molto apprezzati

Jibi29 marzo 2013

I loro occhi guardano lontano verso l'orizzonte, e soli, spesso dimenticati dal mondo, tremano. Mi stringe il cuore questa realtà. Apprezzata l'Opera.

Nadia Mazzocco4 aprile 2013

Una Poesia notevole scritta col cuore che ho particolarmente condiviso ed apprezzato, l'occhio attento del poeta descrive molto bene questa triste realtà,un gran bel verseggiare!