"Ulthuan"
Stefano Drakul Canepa
4648 poesie pubblicate
+ Segui

seme malato
è veleno di terra
è legno nero (D)
Il tempo non è stato mai compreso
e fino in fondo al velo nero i riflessi
di petrolio disperano una notte
fatta per morire nelle attese più veloci
Quando il legno degli arbusti millenari
giace sulla terra ad imperar dolore
ed insulto sulle rocce franate a valle.
Arcadia fra le nuvole che piangono gelo
Il cielo d'inverno non è stato mai lavato
e i segni di conflitto fra le rune antiche
rivoltano l'orgoglio dei passi sottaciuti
nel silenzio che va dal fiume al mare
Quando le rive impongono vergogna
e gemme d'oro ai tramonti immaginati
a primavera se il nuovo seme tentenna
un germoglio di delitto soffiato al vento
ed il lamento dei sogni cede al mattino
con un solo giuramento inascoltato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Annamaria Barone28 marzo 2013
e commuove, questo raccontar di terra bruciata, di seme che tentenna, di petrolio che ricopre il mare soffocandone la vita, tutto così lontano da quella Terra immaginata, protetta, rispettata, viva. Una poesia che un pianto, tenue eppure scuote il cuore, tanto è "urlata" vera sentita. Trovo le ultime due righe staccate, quasi un epitaffio, e tremano i polsi.

