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Amicizia 27 marzo 2013 · lettura 1 min · 2334 letture

O futuro é brasileiro!

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Conservo ancora quella cartolina datami nella gita fra le terre portoghesi da oscuro professore dell’Università di Salvador, l’antica capitale del Brasile; il professore, scuro un po’ di pelle e con difetto fisico a una gamba, s’appropriava del mondo con sorrisi, considerando tutti quanti amici. "Quello che è, e quello che sarà", mi scrisse con la penna lì sul retro di quella cartolina di città che già il vecchio mischiava con il nuovo, perché tutto si fonde nel Brasile, là dove il bianco e il nero non esistono, ma in mille grigi sempre si tramutano. Da quell’osservatorio in cui viveva capiva che soltanto nel miscuglio di pregi e di difetti c’è un domani, una speranza per l’umanità. Rappresentante lui di quel Paese in cui tutto s’unisce e si contamina, le razze, lingue, cento religioni, già lo sapeva, molti anni fa: il futuro raggiunge ora davvero la tollerante terra sincretistica, mentre abbandona la malata Europa!
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A Evandro, che mi regalò una cartolina, con dedica, di Salvador da Bahia, nel 1972 .

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (2)

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nemesiel1 aprile 2013

Versi che raccontano un attimo di vita, uno di quei fotogramma che "incidono" la pelle del vissuto di un uomo. Poesia verità ed utopia insieme... forse speranza.

h
hy ju7 aprile 2013

Sentimenti di nostalgia e di affetto traspaiono da questi versi dove il cuore parla liberamente. Le due strofe finali sono come una sguardo a ritroso, che mette a confronto la decadenza della cultura Europea (attuale oggi più di ieri) con il Brasile del 1972. La riflessione è valida per tutti quei paesi che meglio del nostro sanno accogliere il nuovo e il diverso, proiettandosi così nel futuro.