"Il Biancospino (Glastonbury)"
Stefano Drakul Canepa
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germogli acuti
sbocciati lungo i fiumi
a primavera (D)
Il fiore degli inganni è già sbocciato,
nel prato abbandonato alla tristezza
di questa falsa primavera in sboccio
lasciata dal suo cuore a mezza sera
La verga imprigionata dalla terra
è seme per nere notti senza cielo,
per ricordi di fiele ed acqua amara
che scorre la pianura fra le aurore
Il biancospino ha i germogli bianchi,
gli stanchi aguzzi rovi del veleno
promessi dal sangue della roccia,
a nera traccia di un fiume di follia
Un calice di legno ed una croce
sul giuramento i passi ormai malati
da mille anni e cento folli attese,
le contese mai disperse su di un vento
I rami che attendono cieli di cristallo.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Garbofania31 marzo 2013
Nella "musica" che ascolto leggendo i Versi, trovo la tristezza della povertà e della miseria umana. Vedo un mondo di cristallo( creato per la bellezza) completamente ingoiato da essei voraci. Solo la gentilezza della Poesia mi rincolia un poco con "il fuori",con "l'altro".Leggo e sento. Bellissima e straziante sensazione.

