"Gli Antichi"
Stefano Drakul Canepa
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lento respiro
sul mar nero di morte
ad ingannare (D)
Il Dio della pietra nera ha grandi occhi,
il respiro dei venti fragili dell'inverno
quando il tempo sembra morto di vendetta
e il fiume nasconde rovine fra le rive
Gli antichi hanno lasciato riflessi di fango,
ombre amare che il tempo sussurrava
fra i boschi e le nuvole d'alabastro scuro
appena disegnate sulle colline ad est
Sembianze d'acredine in livrea consacrata,
i tessuti dell'odio han partorito demoni
che il mondo sembra dimenticare,
febbri imprigionate fra le labbra strette
Danze di deriva che il mare ha concepito
dopo una tempesta consumando la terra,
bolle di veleno iniettate nelle vene di roccia
incisa a promessa fra parole sconosciute
Giuramenti di stella per i destini desolati.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Azar Rudif31 marzo 2013
Questi versi mi hanno ricordato il mito degli Antichi Dei o Antichi Sussurri di Lovercraft dai quali sarebbe, poi, nato tutto il mondo fantastico creato dallo scrittore. MA c'è qualcosa di più in questi versi e sono richiami a Dei più noti della nostra civiltà

